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2 - Il peso degli zainetti.
3 - La circolare n. 4.
4. Quanto tempo a scuola?


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mercoledì 24 dicembre 2008

Quanto tempo a scuola?

Basandomi su varie esperienze, personali, di figli e di conoscenti, sono giunto a queste considerazioni, che prendo come base per discutere del numero di ore di lezione alle elementari in relazione alle novità legislative appena introdotte:

- in generale, 8 ore di scuola per i bambini sono troppe, perche' il bambino non puo' concentrarsi per tutto quel tempo e si sottrae troppo tempo al lavoro individuale ed al divertimento (in particolare, al pomeriggio l'attenzione e' molto piu' scarsa);

- e' molto importante la ripetitivita' all'interno della giornata per fornire sicurezza al bambino (ad esempio, sarebbe bene iniziare e finire la scuola alla stessa ora, mangiare, fare i compiti, dormire alle stesse ore ecc.)

- il bambino non può cambiare argomento troppo spesso e con orari troppo rigidi (sembra il contrario di quello che ho detto prima, ma non è così: l'ideale è stare a scuola nelle medesime ore, ma fare cose diverse, un giorno molte ore di matematica, l'altro magari solo un tema);

- non esistono più luoghi di aggregazione quotidiana (come erano i vicoli ed i cortili).

Sulla base di questo direi che l'attuale tempo pieno ha alcuni difetti, mentre altra cosa è il tempo pieno del metodo Montessori, in cui non c'è la classica lezione ed il bambino lavora autonomamente o in un gruppo piccolo al proprio obiettivo. Altri difetti aveva il modulo, che era troppo spezzettato. Tuttavia, questi tempi lunghi a scuola assicurano almeno il contatto con altri bambini, che potrebbe esserci molto meno in un tempo più breve.

Veniamo ora alle novità legislative. Apparentemente, perchè le dichiarazioni del ministro sono spesso una l'opposto dell'altra, la situazione dovrebbe essere la seguente: abolizione del modulo, introduzione di classi a 24 ore con maestro unico, mantenimento del tempo pieno (anche se con un misterioso "maestro di riferimento").

Io credo che, al di là dei dettagli dei testi legislativi già apparsi o in corso di emissione, si potrebbe cercare di cogliere l'occasione di un cambiamento dell'organizzazione scolastica per conseguire alcuni obiettivi: migliorare la capacità di insegnamento ed accoglienza della scuola ed aumentare il gradimento dei bambini, favorire l'attività dei maestri aumentando il loro grado di soddisfazione.

Bene, alla luce di tutto quanto detto, ecco le mie proposte:

1) Va offerta a tutti la possibilità del tempo pieno, specialmente per quelle famiglie che non hanno alcuna possibilità di seguire i figli al pomeriggio. Si potrebbe però pensare che il tempo pomeridiano consista sostanzialmente di realizzazione autonoma di alcuni lavori. Una specie di misto tra "fare i compiti" ed una attività di stile montessoriano, in cui il bambino si sceglie un lavoro e lo realizza. Mentre in tutto questo l'insegnante ha il difficilissimo compito di fare da supporto quando necessario, intervenendo il meno possibile, ma offrendo competenza simultanea su tutti gli argomenti dei vari gruppi di bambnini o dei singoli.
Mi rendo conto di essere entrato su una questione che è materia esclusiva degli insegnanti, ma spero che le maestre non me ne vogliano: lo faccio per stimolare una riflessione che poi ognuno potrà tentare di mettere in pratica o meno come meglio ritiene opportuno.

2) Va offerta la possibilità, ai genitori che intendono e pensano di poter affrontare i sacrifici relativi, ove ve ne siano un numero sufficiente, per sperimentare l'organizzazione delle 24 ore con maestro unico, che a mio parere risponde un po' meglio alle necessità che ho elencato sopra, soprattutto se seguita da un pomeriggio scandito da un tempo di circa due ore per i compiti e due-ore per il gioco con altri bambini (alle 7 cena e poi a letto a leggere: così sono entrato anche su questioni di pertinenza dei genitori).

3) Vanno sicuramente escluse valutazioni partitiche su quale dovrebbe essere l'organizzazione oraria delle lezioni: come abbiamo visto prima, in ogni soluzione ci sono pro e contro, e non è certo sulla base del partito di appartenenza che si può trovare la soluzione migliore. Questo era invece l'orientamento dell'ultimo "informacircolo", che senz'ombra di motivazione pedagogica dichiara che "occorre informare i genitori che anche una sola classe di 24 ore può alterare l'organizzazione interna della scuola". Intanto i rappresentanti dovrebbero accertarsi delle esigenze dei genitori, non informarli di quello che i rappresentanti stessi hanno deciso. Poi tutta l'argomentazione è sballata: quale equilibrio? Vi sono regolarmente trasferimenti, pensionamenti ecc. per cui dove prima vi erano due o tre insegnanti di quinta, ora ve ne possono essere una, due, quattro (ci sono gli estremi per chiedere che in futuro non venga più autorizzata la distribuzione di un opuscolo a stampa in cui invece di dare informazioni da rappresentanti vengono fatte campagne pubblicitarie per questa o quella idea, ma di questo riparlerò in un altro post).

Comunque, l'istituzione scolastica, ed in essa i rappresentanti dei genitori, dovrebbero secondo me farsi un quadro d'insieme delle nuove norme (magari attendendo gli ultimi regolamenti attuativi), nel frattempo sondare i genitori offrendo loro una panoramica delle possibilità (ad esempio tramite un opuscolo che chiarisca anche le valutazioni pedagogiche oltre a quanto si capisce delle novità legislative, scritto magari dalla direzione e da un paio di maestre) e poi organizzare un'offerta il più possibile rispondente alle esigenze emerse. Se non lo fa l'istituzione scolastica lo si potrebbe organizzare da questo blog.

Nel frattempo, auguri di Buon Natale.

1 commenti:

Mario ha detto...

Ritengo che modifiche rilevanti dell'assetto scolastico come quelle relative all'orario, al maestro unico, al sistema di valutazione (voti numerici invece di giudizi) debbano essere decise dal Governo per motivi di qualità didattica e quindi con valutazione tecnica condivisa da gli organi scientifici di settore (Consigli nazionali ..) . In questo modo si evitano decisioni a maggioranza con il rischio di cambiamenti ad ogni cambio di maggioranza che sarebbero nefasti per i nostri ragazzi.
Non ho letto a questo proposito motivazioni di esperti del mondo della scuola e pareri di organismi scientifici, o confronti con latr realtà internazionali, che motivassero il ritorno al maestro unico e al voto numerico, mentre ne ho lette alcune contrarie. Fra queste una della Presidente della Associazione Nazionale Maestri Cattolici Mariangela Prioreschi ex insegnante della Matteotti favorevole a più maestri per classe scritta prima dell'attuale governo (vedi i riferimenti su Google).
D'accordo sulla utilità di un opuscolo della Direzione che indichi in modo semplice le implicazioni didattiche e le possibili alternative per la nostra scuola nella applicazione dei Decreti Gelmini, anche per motivare eventuali sittamenti o applicazioni parziali a vantaggio degli alunni.
Mario Desideri (nonno di un alunno di 3°)